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Natuzzi, chiude lo stabilimento di Ginosa

L'intervento alla stampa del sindaco Vito De Palma

Dettagli della notizia

"Apprendo da notizie giornalistiche – ha detto il Sindaco di Ginosa, il dott. Vito De Palma - che il Gruppo Natuzzi ha presentato il suo piano industriale che prevede la chiusura degli stabilimenti di Ginosa e Matera, salvando quelli di Laterza e Santeramo. Sono letteralmente sbigottito dalla notizia. Quella che era una bomba ad orologeria è deflagrata colpendo in pieno solo la comunità ginosina sulla quale grava tutto il fardello della crisi del mobile imbottito nella Regione Puglia. Non posso pensare che Pasquale Natuzzi abbia fatto delle scelte così importanti per la nostra comunità senza ponderare quelle che sono le situazioni esistenti. Sono altresì indignato dal maldestro tentativo della Dirigenza Natuzzi di tentare di derubricare tale atto gravissimo, lesivo della dignità dei miei concittadini che lavorano presso lo stabilimento Natuzzi di Ginosa, a semplice riorganizzazione del Gruppo e dal chiedere l'intervento delle istituzioni per calmare la rabbia dei lavoratori che già da domattina potrebbero iniziare a ricevere le lettere di licenziamento.
Pasquale Natuzzi ha il dovere e l'obbligo di impegnarsi per trovare altre soluzioni a questa situazione, contemperando gli interessi in gioco e tutelando tutti i territori, senza distinzioni di sorta.
Attendo di conoscere nel dettaglio e nel merito le ragioni cha hanno indotto Pasquale Natuzzi ad impoverire in maniera così drastica il sistema produttivo della Regione Puglia che dall'oggi al domani si vede privato di uno stabilimento industriale realizzato solo pochi anni or sono e che vede impegnati circa 400 lavoratori con un bagaglio professionale notevole e difficilmente sostituibile.
Attendo infine di conoscere il commento del Governatore Vendola a questa carneficina sociale che la Puglia sta subendo per volere del Gruppo Natuzzi.
Ai lavoratori, alle loro famiglie, ai sindacati ed a tutta la comunità ginosina dico sin da ora che continueremo insieme questa battaglia di civiltà per la tutela del lavoro e della dignità dei lavoratori, non abbasseremo la guardia, non ci arrenderemo".


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